
Medici di Base Italia: Carenza, Stipendi e Riforme
Chi cerca un medico di famiglia sa quanto sia diventato difficile trovarne uno libero. In molte regioni italiane le liste sono chiuse, e chi deve cambiare medico spesso si ritrova a girare tra più ambulatori prima di essere accolto. È una crisi documentata, quantificata dalla Fondazione Gimbe in oltre 5.700 professionisti mancanti all’appello. Questo articolo ricostruisce numeri, stipendi e le riforme introdotte dal decreto Schillaci per capire cosa sta cambiando — e cosa ancora no — per i medici di base in Italia.
Carenza Gimbe: Oltre 5.700 ·
Diminuzione 2019-2024: 5.197 unità ·
Assistiti medi per medico: 1.383 ·
Stipendio medio SSN: 89.678 euro lordi annui ·
Decreto Schillaci: Presentato a fine aprile 2026
Panoramica rapida
- Carenza di 5.700 medici di medicina generale (Sky TG24 – dati Gimbe)
- 5.197 unità in meno tra il 2019 e il 2024 (Sky TG24 – monitoraggio)
- 1.383 assistiti medi per medico, oltre il livello ottimale (Sky TG24 – report)
- Lo stipendio esatto 2026 per i medici di base dipendenti
- Il guadagno preciso con 1.500 pazienti dopo la riforma
- L’impatto effettivo delle Case di Comunità al 2026
- Bozza decreto Schillaci presentata il 25 aprile 2026 (Sky TG24 – cronaca politica)
- Case di Comunità PNRR al 31 dicembre 2025 (Borsa Italiana – scadenza PNRR)
- Dati MEF stipendi basati su elaborazione 2023 (Sky TG24 – cronaca politica)
- Possibile approvazione decreto entro maggio 2026 (Sky TG24 – iter normativo)
- Doppio canale: dipendenza volontaria e convenzione riformata (Qui Finanza – analisi riforma)
- Remunerazione verso obiettivi territoriali e presa in carico (Sky TG24 – iter normativo)
| Dato | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Nome ufficiale | Medico di medicina generale (MMG) | Sky TG24 |
| Carenza Gimbe | Oltre 5.700 | Sky TG24 |
| Diminuzione 2019-2024 | 5.197 unità | Sky TG24 |
| Assistiti medi per medico | 1.383 | Sky TG24 |
| Stipendio medio SSN | 89.678 euro lordi annui | Doctor33 – elaborazione MEF |
| Massima retribuzione | Bolzano: 155.354 euro lordi | Doctor33 – mappa regionale |
| Minima retribuzione | Sardegna: 74.672 euro lordi | Doctor33 – mappa regionale |
| Spesa assistenza primaria 2023 | 6,448 miliardi euro | Quotidiano Sanità – testo riforma |
| Tariffa 2023 per assistito | 91 euro annui (MMG ruolo unico) | Quotidiano Sanità – cifre convenzione |
| Riforma Schillaci | Convenzionati a dipendenti pubblici | Qui Finanza |
Quanti sono i medici di base in Italia?
Contare i medici di base in Italia non è semplice come consultare un anagrafe. I numeri ufficiali più recenti risalgono al 2022 e indicano 10.671 medici titolari di guardie mediche distribuiti su 2.831 punti di guardia medica. La media nazionale è di 18 medici ogni 100.000 abitanti, ma questa distribuzione nasconde disparità profonde tra Nord e Sud.
Distribuzione territoriale
Le regioni settentrionali — in particolare Lombardia, Veneto e Province autonome — presentano una densità di medici superiore alla media nazionale. Al contrario, Calabria, Sicilia e Sardegna soffrono di carenze strutturali che hanno portato intere province senza copertura adeguata. La Fondazione Gimbe ha stimato che, per raggiungere livelli ottimali di assistenza, manchino oltre 5.700 professionisti su scala nazionale.
- Nord: oltre 90.000 euro di retribuzione media annua lorda per i medici SSN
- Centro: circa 86.000 euro lordi annui
- Sud e Isole: media di 86.600 euro lordi annui, con punte più basse in Sardegna
La differenza retributiva tra Bolzano (155.354 euro lordi annui) e la Sardegna (74.672 euro lordi annui) supera gli 80.000 euro annui, una forbice che influisce diretamente sull’attrattività delle zone meno retribuite. Questo divario spiega in parte la fuga dei professionisti dal Meridione verso le regioni settentrionali.
Dati ufficiali 2022
Secondo gli ultimi dati disponibili, la spesa per l’assistenza primaria nel 2023 ha raggiunto 6,448 miliardi di euro per 57.027.792 assistiti. La tariffa media era di 91 euro annui per assistito per i medici di ruolo unico, mentre i pediatri di libera scelta percepivano 175 euro annui per bambino assistito.
Il ministro Schillaci ha presentato la bozza del decreto in Conferenza delle Regioni a fine aprile 2026, con possibile approvazione entro maggio 2026. L’iter normativo potrebbe modificare alcuni parametri numerici qui riportati.
Perché non ci sono più medici di base?
La carenza di medici di base non è un fenomeno improvviso. Tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di medicina generale è diminuito di 5.197 unità, una emorragia costante alimentata da pensionamenti e da un ricambio generazionale insufficiente. Ogni medico di base segue oggi in media 1.383 assistiti, superando il livello che la normativa considera ottimale per garantire un’assistenza di qualità.
Cause della carenza
Le ragioni della crisi sono molteplici e si intrecciano tra loro. La scarsa attrattività economica della disciplina è una delle cause principali: mentre i medici ospedalieri nelle regioni settentrionali superano spesso gli 85.000 euro lordi annui, i convenzionati dipendono fortemente dal numero di pazienti assegnati e dalle tariffe regionali. A questo si aggiunge il costo elevato della formazione specialized, la burocrazia degli ambulatori e la difficoltà di trovare sedi adeguate nelle aree rurali.
- Pensionamenti non compensati da nuove assunzioni
- Formazione especializada lunga e costosa
- Differenze retributive tra regioni e tra settori (ospedaliero vs territoriale)
- Burocrazia e costi di gestione dell’ambulatorio
L’impatto combinato di questi fattori rende la professione meno attraente per i neolaureati, che preferiscono specializzazioni più retribuite o meno gravose in termini di responsabilità gestionale.
Bandi deserti
In numerose regioni italiane i bandi per l’assegnazione di zone carenti vanno deserti o vengono disertati dai candidati. I medici neolaureati preferiscono altre specializzazioni più retribuite o meno gravose in termini di orario e responsabilità. La situazione è particolarmente critica nelle aree interne e nelle piccole isole, dove i bandi vengono ripetuti più volte senza trovare risposta.
I pazienti con medico di base hanno tempi di diagnosi più rapidi e ricoveri meno frequenti. Quando la copertura vacilla, l’intero sistema sanitario paga il prezzo in urgenze evitabili e liste d’attesa più lunghe.
Qual è lo stipendio di un medico di base in Italia?
Parlare di stipendi dei medici di base significa entrare in un territorio complesso, dove la retribuzione dipende da molteplici fattori: regione, anzianità, numero di assistiti, convenzioni regionali e ora anche il tipo di rapporto lavorativo scelto. I dati più attendibili provengono dall’elaborazione Rep-Fondazione Etica su dati MEF 2023.
Stipendio medio
Lo stipendio medio nazionale dei medici SSN è di 89.678 euro lordi annui, ma questa cifra media nasconde una geografia retributiva frastagliata. La Provincia autonoma di Bolzano registra la retribuzione più alta d’Italia con 155.354 euro lordi annui, seguita da Valle d’Aosta (98.704 euro) e Basilicata (97.113 euro). La Sardegna si colloca all’ultimo posto con 74.672 euro lordi annui.
- Medici di base con meno di 3 anni di esperienza: circa 71.500 euro lordi annui
- Medici di base con oltre 10 anni: fino a 150.000 euro lordi annui
- Medici massimalisti con 1.500 assistiti: fino a 130.000 euro lordi annui
Guadagno con 1.500 pazienti
Un medico di base che raggiunge il massimale di 1.500 assistiti può teoricamente guadagnare tra 70.000 e 110.000 euro lordi annui, con punte fino a 130.000 euro per chi lavora in regioni con tariffe più alte. Tuttavia, questi numeri variano enormemente in base alla regione: il guadagno effettivo dipende dalla convenzione regionale, dalle ore dedicate alle Case della Comunità e dalle attività di presa in carico di pazienti cronici e fragili.
Il decreto Schillaci ipotizza una tariffa nazionale di 128 euro annui per assistito, con breakdown per LEA, presa in carico, prevenzione, supporto e ore in Case della Comunità. Questo cambierebbe significativamente il modello di reddito attuale.
Che differenza c’è tra medico di famiglia e medico di base?
I due termini vengono usati comunemente come sinonimi, ma tecnicamente indicano la stessa figura professionale con nomenclature diverse. Comprendere la terminologia attuale aiuta a orientarsi meglio tra i servizi sanitari e le riforme in corso.
Terminologia attuale
Il nome ufficiale oggi è Medico di Medicina Generale (MMG), termine che compare nella normativa sanitaria e nei documenti ufficiali. La legge 23 dicembre 1994, n. 833 istituzionale il Servizio Sanitario Nazionale e definisce le funzioni di questa figura. Nella pratica quotidiana, tuttavia, molti italiani continuano a usare l’espressione “medico di famiglia” — un retaggio culturale che persiste nonostante i cambiamenti lessicali.
- Medico di medicina generale (MMG): termine tecnico-normativo
- Medico di assistenza primaria (MAP): variante utilizzata in alcuni contesti contrattuali
- Medico di famiglia: termine colloquiale ancora molto diffuso
- Medico curante: espressione equivalente usata nei rapporti con il SSN
Medico curante
L’espressione “medico curante” viene utilizzata principalmente nella documentazione amministrativa e indica il professionista che ha in carico un paziente specifico. Ai fini dell’iscrizione anagrafica e dell’accesso ai servizi sanitari, medico curante e medico di base sono la stessa figura.
La riforma Schillaci introduce il concetto di “Medico di Comunità” legato alle Case della Comunità, una figura che potrebbe affiancare o sostituire parzialmente il MMG tradizionale nelle attività di assistenza primaria territoriale.
Come diventare medico di base?
Il percorso per diventare medico di base è strutturato e richiede diversi anni di formazione post-laurea. Non è possibile esercitare come MMG dopo la semplice laurea in Medicina e Chirurgia: occorre completare un corso di formazione specifico in medicina generale.
Requisiti
Per accedere alla professione di medico di base è necessario:
- Laurea in Medicina e Chirurgia (6 anni)
- Abilitazione all’esercizio della professione medica
- Iscrizione all’Ordine dei Medici
- Frequentazione del Corso di Formazione in Medicina Generale (3 anni)
- Convenzionamento con l’ASL territoriale
Guida 2024-2026
Il corso di formazione in medicina generale ha durata triennale e prevede tirocini pratici presso strutture sanitarie convenzionate. Al termine del corso viene rilasciato un attestato che abilita all’esercizio della medicina generale. Successivamente, il medico deve convenzionarsi con l’ASL della zona in cui intende operare, scegliendo se lavorare come titolare, sostituto o in forma associata.
Con il decreto Schillaci si apre ora una nuova possibilità: i medici convenzionati potranno scegliere di diventare dipendenti pubblici del SSN su base volontaria, mantenendo il sistema misto con convenzione ASL. Questa opzione potrebbe rendere la professione più attraente per i neolaureati, offrendo maggiori garanzie retributive e contributive.
Confronto stipendio medici di base vs medici ospedalieri
Cinque regioni, cinque realtà retributive diverse: il confronto tra medici di base e ospedalieri rivela pattern regionali che influenzano le scelte di carriera.
| Regione | Medici SSN (euro lordi/anno) | Note |
|---|---|---|
| Provincia di Bolzano | 155.354 | Massima retribuzione nazionale |
| Valle d’Aosta | 98.704 | Terza retribuzione più alta |
| Basilicata | 97.113 | Sorprendente terza posizione |
| Campania (media) | 87.551 | Varie interne: Caserta 83.000, Avellino 92.000 |
| Sardegna | 74.672 | Minima retribuzione nazionale |
I medici ospedalieri nelle regioni settentrionali (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna) superano frequentemente gli 85.000 euro lordi annui, mentre al Sud e nelle Isole le medie si attestano intorno ai 75.000 euro. Questa forbice spiega in parte perché i neolaureati preferiscano strutture ospedaliere settentrionali rispetto all’apertura di un ambulatorio in zone meno retribuite.
La Manovra 2026 punta su assunzioni e aumenti per ridurre i divari retributivi regionali. Se i fondi saranno sufficienti e tempestivi, potrebbe invertire la tendenza alla fuga dei medici dal Meridione entro il 2027.
Le riforme in atto: il decreto Schillaci
Il decreto Schillaci, presentato a fine aprile 2026 dal ministro Orazio Schillaci in Conferenza delle Regioni, introduce cambiamenti strutturali nel rapporto tra medici di base e Servizio Sanitario Nazionale. Al centro della riforma c’è il concetto di “doppio canale”: i medici potranno scegliere tra rimanere convenzionati con l’ASL o diventare dipendenti pubblici del SSN su base volontaria.
- Dipendenza volontaria: possibilità di passare a dipendente SSN mantenendo il rapporto attuale
- Convenzione riformata: nuovo modello tariffario basato su obiettivi e presa in carico
- Remunerazione trasformata: dal pagamento per numero di pazienti a incentivi per rete territoriale
- Case della Comunità: coinvolgimento dei MMG nelle strutture PNRR
Come ha dichiarato il ministro Schillaci, l’obiettivo è “fare presto per dare agli italiani una sanità più efficiente e vicina ai cittadini, in particolare ai più fragili”. Le Case della Comunità, realizzate con fondi PNRR al 31 dicembre 2025, diventeranno i poli operativi di questa nuova organizzazione territoriale.
“Fare presto per dare agli italiani una sanità più efficiente e vicina ai cittadini, soprattutto ai più fragili.”
— Orazio Schillaci, Ministro della Salute
In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale secondo Fondazione Gimbe, una carenza che mette a rischio l’assistenza primaria su tutto il territorio nazionale.
— Sky TG24, Analisi sulla riforma sanità
Clarity: cosa sappiamo e cosa resta incerto
Fatti confermati
- Dati Salute.gov.it 2022: 10.671 medici titolari guardie mediche su 2.831 punti
- Fondazione Gimbe: carenza di oltre 5.700 medici di medicina generale
- Diminuzione di 5.197 unità tra il 2019 e il 2024
- Stipendio medio SSN: 89.678 euro lordi annui (MEF 2023)
- Bozza decreto Schillaci presentata il 25 aprile 2026
Cosa resta incerto
- Lo stipendio esatto 2026 per i medici di base dipendenti
- L’impatto effettivo delle Case di Comunità al 2026
- I dati precisi sulla carenza per singola regione
- Il testo integrale e la data esatta di approvazione del decreto
Prospettive e raccomandazioni
La crisi dei medici di base è strutturale e non si risolverà con un singolo provvedimento. Il decreto Schillaci introduce strumenti utili — il doppio canale, la remunerazione legata agli obiettivi, il coinvolgimento nelle Case della Comunità — ma l’efficacia dipenderà dall’attuazione concreta e dai fondi stanziati nella Manovra 2026.
Per i pazienti, la priorità immediata è verificare se il proprio medico di base sia ancora attivo e se la zona di residenza abbia copertura adeguata. Per chi cerca un nuovo medico, la piattaforma regionale di scelta del medico è il primo punto di contatto, seguito dall’assistenza domiciliare integrata per i pazienti fragili.
Per i neolaureati in medicina, il consiglio è valutare attentamente il doppio canale introdotto dal decreto Schillaci prima di decidere. La dipendenza SSN offre maggiore stabilità retributiva e contributiva, mentre la convenzione maggiore autonomia professionale ma anche più rischi economici legati al numero di assistiti.
La disparità retributiva tra regioni rimane il nodo più difficile da risolvere. Finché un medico di base in Sardegna guadagnerà meno della metà di un collega a Bolzano, la fuga dal Meridione continuerà. La Manovra 2026 ha annunciato interventi per ridurre questo divario, ma senza risorse adeguate e senza tempi certi, il rischio è che la riforma resti sulla carta.
Il governo dovrà dimostrare nei prossimi mesi che le risorse stanziate sono sufficienti per invertire la tendenza, altrimenti i pazienti del Sud e delle aree interne continueranno a pagare il prezzo di una copertura insufficiente.
Letture correlate: Sanità Italia – Come Funziona SSN, Servizi e Sfide
La crisi dei medici di base in Italia, con oltre 5.700 unità mancanti secondo Gimbe come emerge da un approfondimento su carenza e stipendi, richiede urgenti riforme Schillaci.
Domande frequenti
Quali sono le nuove regole per i medici di base?
Il decreto Schillaci introduce il “doppio canale”: i medici possono scegliere di rimanere convenzionati con l’ASL o diventare dipendenti pubblici del SSN su base volontaria. Cambia anche il sistema di remunerazione, che passerà dal pagamento per numero di pazienti a incentivi legati alla presa in carico di pazienti cronici e fragili e alla partecipazione alla rete territoriale nelle Case della Comunità.
Come sapere chi è il mio medico di base?
È possibile verificare il proprio medico di base attraverso il portale della ASL territoriale di competenza, il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), oppure recandosi physically presso lo sportello anagrafico dell’ASL con la tessera sanitaria. Molte regioni offrono anche app dedicate per la gestione del rapporto con il proprio MMG.
Come prenotare un appuntamento con il medico di base?
La prenotazione varia in base alla regione e all’ambulatorio. Molti medici offrono la prenotazione telefonica diretta o tramite segreteria. Diverse regioni hanno attivato piattaforme online per la prenotazione degli appuntamenti ambulatoriali. Alcune app commerciali come MioDottore permettono di prenotare online, verificando prima la disponibilità del proprio medico di base.
Cos’è l’app per medico di base?
Esistono diverse app per la gestione dell’appuntamento con il medico di base. MioDottore è una delle più diffuse e permette di trovare medici di base disponibili, prenotare visite e ricevere promemoria. Alcune regioni hanno sviluppato app ufficiali integrate con il sistema sanitario locale. L’efficacia dipende dalla regione e dalla disponibilità del singolo ambulatorio.
Perché i medici chiedono di dire 33?
L’espressione “dire 33” è un riferimento alla visita medica classica: il medico chiede al paziente di dire “trentatré” per verificare lo stato delle tonsille e della gola. È un retaggio della visita tradizionale che, pur non essendo più l’unico metodo diagnostico, rimane nella pratica quotidiana di molti ambulatori.
Medico curante e medico di base sono la stessa cosa?
Sì, indicono la stessa figura professionale. “Medico curante” è l’espressione utilizzata nella documentazione amministrativa per indicare il professionista che ha in carico un paziente specifico ai fini dell’iscrizione anagrafica e dell’accesso ai servizi sanitari. “Medico di base” è il termine più diffuso colloquialmente, mentre “Medico di Medicina Generale” (MMG) è la definizione tecnico-normativa ufficiale.
Come funziona la prenotazione online medico di base?
La prenotazione online dipende dalla regione e dal singolo ambulatorio. Molti medici di base offrono la possibilità di prenotare tramite piattaforme regionali dedicate o app commerciali come MioDottore. Non tutti gli ambulatori però sono ancora digitalizzati: in alcune zone rurali la prenotazione telefonica o di persona resta l’unica opzione.