Chi ha cercato almeno una volta di prenotare una visita o un intervento nel Servizio Sanitario Nazionale sa quanto possa essere frustrante scoprire che la disponibilità slitta di mesi. Le liste di attesa sono un problema concreto per milioni di italiani — e il tema è tornato al centro del dibattito sanitario con la nascita della Piattaforma Nazionale Liste di Attesa (PNLA).

Attese classe A: massimo 30 giorni ·
Attese classe B: massimo 60 giorni ·
Attese classe C: massimo 180 giorni ·
Attese classe D: massimo 12 mesi ·
Trend liste d’attesa: invertito dopo 20 anni

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • PNLA attiva dal 26 giugno 2025 sul Portale Trasparenza AGENAS (Ministero della Salute)
  • I tempi massimi per classe di priorità sono definiti dal PNGLA: A (30 gg), B (60 gg), C (180 gg), D (12 mesi) (AGENAS)
  • Solo il 40,6% delle prestazioni diagnostiche e il 34,5% delle visite specialistiche vengono accettate alla prima disponibilità CUP (Sky TG24)
2Cosa resta incerto
  • Dati esatti 2024 per singola regione ancora parziali: solo 8 Regioni su 21 hanno fornito dati completi (Sky TG24)
  • Efficacia reale della legge 2024 ancora da verificare nei prossimi mesi di monitoraggio (Sky TG24)
  • Impatto esatto della pandemia sull’allungamento delle attese post-2023 richiede analisi longitudinali (Sky TG24)
3Segnale temporale
  • 21 febbraio 2019: approvazione PNGLA 2019-2021 con Intesa Stato-Regioni (AGENAS)
  • 29 luglio 2024: Legge n. 107 istituisce la Piattaforma Nazionale Liste di Attesa (Ministero della Salute)
  • Dicembre 2025: prevista PNLA versione 2.0 con dati quotidiani (Panorama della Sanità)
4Cosa viene dopo
  • Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, le Regioni devono predisporre progetti operativi per l’interoperabilità con la PNLA (Programma Governo)
  • Prime versioni 2026: piena interoperabilità dei dati regionali con la piattaforma nazionale (Programma Governo)
  • 83,6% dei pazienti cronici cita i tempi di attesa come principale criticità del SSN (Sky TG24)

La tabella seguente riassume i tempi massimi di attesa previsti per ciascuna classe di priorità secondo il PNGLA vigente.

Classe di priorità Tempo massimo Note
Classe A max 30 giorni (urgente) Prestazioni che richiedono intervento entro 30 giorni
Classe B max 60 giorni (breve) Prestazioni con richiamo entro 5 giorni
Classe C max 180 giorni Prestazioni differibili senza priorità clinica urgente
Classe D max 12 mesi (differibile) Richiamo entro 10 giorni per visite, 15 per diagnostica
Monitoraggio AGENAS e Ministero Salute Report periodici su Portale Trasparenza

Come vedere la lista di attesa per un intervento?

Verificare i tempi di attesa per un intervento o una visita medica nel Servizio Sanitario Nazionale richiede oggi diversi canali, dalla piattaforma nazionale ai sistemi regionali. Ecco le opzioni disponibili per il cittadino.

Attraverso il CUP

Il Centro Unico di Prenotazione (CUP) resta il punto di accesso principale per la maggior parte delle prenotazioni ambulatoriali. Il cittadino può prenotare recandosi fisicamente agli sportelli CUP delle ASL o delle farmacie abilitate, oppure telefonando ai numeri dedicati regionali. La prenotazione avviene tramite ricetta elettronica, e il sistema propone la prima disponibilità utile tra quelle offerte dalla struttura. È possibile verificare in tempo reale lo stato della propria prenotazione contattando il CUP o consultando il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), dove vengono registrate tutte le impegnative e le prenotazioni effettuate.

Piattaforma nazionale

La Piattaforma Nazionale Liste di Attesa (PNLA), resa disponibile il 26 giugno 2025 sul Portale della Trasparenza AGENAS, rappresenta il principale strumento di monitoraggio centralizzato. La piattaforma raccoglie i dati mensili trasmessi dalle Regioni e Province Autonome e permette ai cittadini di consultare i tempi medi di attesa per singola prestazione e struttura. L’aggiornamento più recente copre il periodo gennaio-settembre 2025. Gli indicatori principali includono il numero di prenotazioni, la percentuale di accettazione alla prima disponibilità, e la suddivisione per classe di priorità. La versione 2.0, prevista per dicembre 2025, introdurrà dati quotidiani; la versione 3.0 nel primo semestre 2026 garantirà interoperabilità completa con tutti i sistemi regionali.

Siti regionali

Ogni Regione pubblica autonomamente i dati sulle proprie liste d’attesa attraverso i siti istituzionali delle ASL e delle aziende ospedaliere. Il PNGLA 2025-2027 prevede l’obbligo per le Regioni di garantire comunicazione chiara e aggiornata dei tempi di attesa sui propri portali. Tuttavia, la trasparenza varia notevolmente sul territorio: secondo i dati AGENAS, al Sud si registrano alti “alert” mentre le performance migliori si concentrano al Nord Italia.

In sintesi: Per urgenze (classe A), i tempi massimi sono di 30 giorni, ma i dati PNLA mostrano che il rispetto dei tempi massimi è garantito solo per circa metà delle prestazioni. Il cittadino informato deve imparare a confrontare più fonti: PNLA per il dato nazionale, siti regionali per la situazione locale, e CUP per verificare la propria posizione specifica.

Monitoraggio Liste di attesa

Il monitoraggio delle liste d’attesa nel SSN coinvolge diversi enti e strumenti, dalla piattaforma AGENAS ai report ministeriali. Comprendere chi controlla cosa aiuta il cittadino a capire dove rivolgersi per segnalare criticità.

Ruolo AGENAS

AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) svolge un ruolo centrale nel monitoraggio dei tempi di attesa. L’agenzia partecipa all’Osservatorio Nazionale Liste Attesa, istituito con Decreto del Ministero della Salute del 21 giugno 2019, e gestisce direttamente la Piattaforma Nazionale Liste di Attesa. Il PNGLA assegna esplicitamente ad AGENAS il compito di monitorare i tempi di attesa per le attività libero-professionali intramurarie (ALPI). L’agenzia pubblica report periodici sul Portale della Trasparenza e sta lavorando per raggiungere la piena interoperabilità dei dati regionali, con finanziamenti dedicati dal Ministero della Salute.

Dati Ministero della Salute

Il Ministero della Salute detiene la governance normativa del sistema. Il DPCM del 12 gennaio 2017 ha inserito l’abbattimento dei tempi di attesa tra gli obiettivi prioritari del SSN, riconoscendolo come componente dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Il Ministero promuove la PNLA e ha emanato le linee guida che obbligano le Regioni a predisporre progetti operativi per l’interoperabilità entro 60 giorni dall’entrata in vigore dei decreti applicativi.

Piattaforma nazionale

La PNLA monitora sia le agende del SSN che quelle dell’ALPI (attività libero-professionali intramurarie). La piattaforma mostra in tempo reale il numero di prenotazioni, la percentuale di appuntamenti in giorni festivi o prefestivi, la quota di prime disponibilità accettate dai pazienti, e i tempi medi di attesa suddivisi per classe di priorità. Secondo i dati dei primi mesi 2025, solo il 40,6% delle prestazioni diagnostiche e il 34,5% delle visite specialistiche vengono accettate dai pazienti alla prima disponibilità offerta dal CUP. Questo dato evidenzia una significativa resistenza da parte dei cittadini ad accettare date percepite come non ottimali.

In sintesi: Il sistema di monitoraggio vede AGENAS come braccio operativo e il Ministero come garante normativo. La percentuale di accettazione alla prima disponibilità (40,6% diagnostiche, 34,5% visite) rappresenta un indicatore chiave che racconta quanto i cittadini siano disposti a flessibilità — e quanto invece preferiscano tempi certi, anche se più lunghi.

Lista di attesa interventi chirurgici

Per gli interventi chirurgici, il sistema delle classi di priorità definisce tempi massimi differenti rispetto alle visite ambulatoriali. Ecco cosa prevede la normativa e quali sono i dati reali.

Classi di priorità A-D

Il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA) definisce quattro classi di priorità per le prestazioni chirurgiche e diagnostiche. La classe A raggruppa le prestazioni urgenti con tempo massimo di attesa di 30 giorni; la classe B riguarda le prestazioni con priorità breve, massimo 60 giorni; la classe C include le prestazioni differibili con attesa fino a 180 giorni; la classe D riguarda le prestazioni programmate con tempo massimo di 12 mesi. Per le urgenze (classe A con codice U), i tempi massimi scendono a 3 giorni, ma secondo i dati PNLA dei primi mesi 2025 questi sono rispettati solo per la metà delle prestazioni.

Tempi massimi

Cittadinanzattiva riporta attese particolarmente critiche per alcune prestazioni: fino a 540 giorni per risonanza magnetica all’encefalo, 720 giorni per colonscopia, e oltre 400-500 giorni per prime visite specialistiche. Per la colonscopia urgente, un paziente su quattro supera i 105 giorni rispetto al limite di 72 ore previsto dalla classe A. La mammografia differibile può arrivare a 147 giorni, mentre una visita dermatologica di routine può richiedere fino a 177 giorni. L’Osservatorio CPI dell’Università Cattolica riporta che la percentuale di prestazioni erogate nei tempi massimi è cresciuta di 4 punti percentuali dal 2019 e di 2,3 punti dal 2023, ma solo la metà delle prestazioni risulta rispettata nei tempi previsti.

Dati per regione

I dati AGENAS 2025 confermano una forte disomogeneità territoriale: le regioni del Nord Italia mostrano performance migliori, mentre al Sud si concentrano i cosiddetti “alert” — situazioni in cui i tempi di attesa superano significativamente gli standard nazionali. Secondo Cittadinanzattiva, solo 8 Regioni su 21 hanno fornito dati completi alla PNLA, rendendo difficile un confronto preciso. Il nuovo PNGLA 2025-2027 impone alle Regioni obblighi più stringenti di comunicazione e aggiornamento dei dati.

Il paradosso

L’83,6% dei pazienti cronici cita i tempi di attesa come principale criticità del SSN, eppure il 55% di loro ha rinunciato a visite o esami negli ultimi 12 mesi per ragioni economiche o di accesso. Non è solo un problema di supply — è anche un problema di domanda che non riesce a esprimersi.

Legge liste di attesa 2024

La normativa sulle liste d’attesa ha ricevuto un impulso significativo nel 2024 con la legge istitutiva della piattaforma nazionale. Ecco cosa prevede e quali novità introduce.

Novità normative

La Legge n. 107 del 29 luglio 2024 ha istituito ufficialmente la Piattaforma Nazionale Liste di Attesa (PNLA) all’articolo 1. Questa norma rappresenta il culmine di un percorso avviato con il PNGLA 2019-2021, approvato con Intesa Stato-Regioni del 21 febbraio 2019. Il decreto di appropriatezza introduce per la prima volta un sistema di monitoraggio centralizzato con dati standardizzati provenienti da tutte le Regioni e Province Autonome.

Obblighi aziende sanitarie

Le aziende sanitarie sono tenute a registrare tutte le richieste nel sistema e a contattare i pazienti entro tempistiche definite: per la classe B (breve) il richiamo deve avvenire entro 5 giorni; per la classe D (differibile) entro 10 giorni per le visite e 15 per la diagnostica; per la classe P (programmata) entro 20 giorni. Il PNGLA 2025-2027, che aggiorna il precedente piano, impone inoltre alle Regioni di predisporre progetti operativi per l’interoperabilità con la PNLA entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto applicativo. L’AGENAS sta lavorando per supportare le Regioni in questo processo di integrazione tecnologica.

Sanzioni per ritardi

Il sistema sanzionatorio prevede che il mancato rispetto dei tempi massimi possa attivare meccanismi di segnalazione e intervento da parte delle autorità regionali. Tuttavia, l’applicazione concreta delle sanzioni resta demandata agli enti territoriali, con risultati disomogenei. Il cittadino che supera i tempi previsti può segnalare il ritardo tramite PEC (Posta Elettronica Certificata) alla propria ASL o rivolgersi alle associazioni di tutela dei pazienti per assistenza.

Cosa guardare

La PNLA versione 2.0, attesa per dicembre 2025, porterà dati quotidiani da tutte le Regioni. Sarà il primo test reale di interoperabilità — e il primo termine di confronto per misurare se le sanzioni previste dalla legge 2024 avranno un effetto concreto sulla riduzione dei tempi.

Liste d’attesa sanità per regione

La situazione delle liste d’attesa in Italia presenta profonde differenze territoriali. Comprendere questi divari aiuta il cittadino a valutare se sia il caso di rivolgersi a strutture fuori dalla propria regione.

Dati AGENAS

I dati AGENAS mostrano chiaramente un divario Nord-Sud nelle performance sanitarie. Le regioni settentrionali registrano tempi di attesa mediamente inferiori e una maggiore aderenza agli standard nazionali; al contrario, diverse regioni del Centro-Sud presentano situazioni critiche con “alert” frequenti. L’Osservatorio CPI dell’Università Cattolica conferma che la variabilità territoriale è uno dei problemi principali del sistema, con alcune Regioni che hanno fornito dati completi alla PNLA e altre che arrancano nella comunicazione delle informazioni. Solo 8 Regioni su 21 hanno garantito dati completi a Cittadinanzattiva, evidenziando lacune significative nel sistema di raccolta dati.

Disomogeneità territoriali

Le disomogeneità non riguardano solo i tempi assoluti, ma anche la trasparenza dei dati. Mentre alcune Regioni pubblicano report dettagliati e aggiornati sui propri siti istituzionali, altre offrono informazioni frammentarie o addirittura assenti. Questa asimmetria rende difficile per il cittadino del Sud avere un quadro chiaro della situazione e, di conseguenza, operare scelte informate. Il PNGLA 2025-2027 cerca di affrontare questo problema imponendo standard comunicativi uniformi, ma l’effetto concreto dipenderà dalla capacità di enforcement delle autorità centrali.

Come confrontare

Per confrontare le performance tra Regioni, il cittadino può utilizzare tre strumenti principali: la PNLA sul Portale Trasparenza AGENAS per i dati nazionali standardizzati; i siti regionali delle ASL per informazioni più specifiche; e il Fascicolo Sanitario Elettronico per verificare la propria storia clinica e le prenotazioni effettuate. Il consiglio pratico è quello di verificare sempre se la propria Regione offre strutture con tempi migliori prima di valutare il ricorso a strutture fuori regione, che richiede comunque l’autorizzazione del medico di base.

In sintesi: Il divario Nord-Sud non è solo numerico — è un divario di trasparenza e accountability. Le Regioni che forniscono dati completi sono quelle che, presumibilmente, hanno anche sistemi di monitoraggio più efficaci. Il cittadino informato usa i dati aperti della PNLA come strumento di accountability, non solo di consultazione.

Schillaci (Ministro della Salute): “I dati migliorano ma non basta”

Portavoce Cittadinanzattiva: “Per la colonscopia urgente, un paziente su quattro supera i 105 giorni rispetto al limite di 72 ore”

Per i pazienti in attesa di cure nel SSN, la situazione richiede un approccio attivo: verificare i tempi tramite più canali, segnalare i ritardi attraverso i canali ufficiali (PEC alla ASL, associazioni di tutela), e valutare se la propria Regione offre alternative più accessibili. Per chi si trova a dover scegliere, l’opzione tra strutture intra-regionali e fuori regione può fare la differenza di mesi — ma richiede informazione precisa e, quando necessario, supporto legale per le autorizzazioni.

Letture correlate: Sanità Italia – Come Funziona SSN, Servizi e Sfide

La nuova Piattaforma Nazionale offre trasparenza, come evidenziato in un approfondimento su monitoraggio PNLA che analizza i tempi massimi per legge.

Domande frequenti

Cosa fare se supero i tempi di attesa stabiliti?

Se la propria attesa supera i tempi massimi previsti dalla classe di priorità assegnata, è possibile segnalare il ritardo alla propria ASL tramite PEC (Posta Elettronica Certificata). Si può anche rivolgersi alle associazioni di tutela dei pazienti come Cittadinanzattiva per assistenza nella procedura di segnalazione e, se necessario, richiedere il trasferimento a una struttura con tempi minori.

Come prenotare tramite il CUP?

La prenotazione tramite CUP avviene recandosi agli sportelli fisici delle ASL, telefonando ai numeri dedicati regionali, oppure online attraverso i portali regionali abilitati. È necessaria la ricetta elettronica del medico di medicina generale. Il sistema propone la prima disponibilità utile e il paziente può accettarla o chiedere alternative, tenendo presente che tempi più lunghi sono spesso legati a scelte di preferenza personale.

Chi contattare per ritardi nelle liste d’attesa?

Per segnalare ritardi è possibile contattare: la propria ASL tramite PEC o sportello reclami; il Ministero della Salute attraverso i canali ufficiali; le associazioni di tutela dei pazienti (come Cittadinanzattiva); oppure il Difensore Civico Regionale se disponibile. Il nuovo PNGLA 2025-2027 rafforza questi canali di segnalazione.

Quali dati pubblica AGENAS sulle liste d’attesa?

AGENAS pubblica sul Portale della Trasparenza i dati della PNLA, che includono: numero totale di prenotazioni per regione, percentuale di accettazione alla prima disponibilità, tempi medi di attesa per prestazione e classe di priorità, distribuzione degli appuntamenti in giorni festivi/prefestivi. L’aggiornamento più recente copre il periodo gennaio-settembre 2025.

Esistono sanzioni per le ASL che non rispettano i tempi?

Il sistema prevede meccanismi di monitoraggio e segnalazione, ma le sanzioni concrete sono demandate agli enti regionali. Il cittadino può attivare procedure di reclamo e, nei casi più gravi, richiedere l’intervento del Difensore Civico. La legge 2024 introduce strumenti più stringenti, ma l’efficacia pratica dipenderà dalla capacità di enforcement delle autorità regionali.

Come usare il Fascicolo Sanitario Elettronico per le liste d’attesa?

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) registra tutte le impegnative e le prenotazioni effettuate tramite il SSN. Il cittadino può accedere al proprio FSE tramite SPID o carta d’identità elettronica per verificare lo stato delle proprie prenotazioni, consultare la storia clinica, e avere un quadro completo delle prestazioni richieste e ottenute.

Differenza tra liste attive e programmate?

Le liste d’attesa attive includono le prestazioni per le quali il paziente è già in attesa di una data di esecuzione; quelle programmate riguardano le prestazioni pianificate per follow-up o controlli periodici. Il PNGLA prevede tempistiche differenti: per le liste programmate (classe P), il richiamo deve avvenire entro 20 giorni dalla prescrizione.