Sei regioni del Sud Italia concentrano oltre il 90% dell’eolico nazionale — eppure l’Italia ha installato solo 13.518 MW in un anno in cui il PNIEC al 2030 richiede di raggiungere 131 GW totali di rinnovabili, pari a circa 47,5 GW di nuova potenza da aggiungere agli attuali 83,5 GW. Con 93 progetti offshore per 74 GW in pipeline, il divario tra potenziale e è più evidente che mai. Questo articolo fa il punto sulla situazione eolica italiana, dalla potenza installata ai progetti che potrebbero cambiare le cose.

Potenza installata fine 2025: 13.518 MW ·
Produzione 2025: 21,4 TWh (-3,3% vs 2024) ·
Nuovo installato: -8% vs 2024 ·
Quote Sud: 91% in 6 regioni

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Tempistiche esatte per i progetti offshore in fase di autorizzazione
  • Quantificazione precisa dell’impatto dei rallentamenti burocratici
  • Effettivo ritmo di installazione necessario per raggiungere il target PNIEC 2030
3Segnale temporale
  • 2020: 11 GW installati (Carica Positiva)
  • 2024: 13 GW, 21,4 TWh produzione (Canale Energia)
  • Fine 2025: 13,5 GW, calo 8% nuovo installato (Carica Positiva)
  • 2026: espansione parco eolico in corso (Carica Positiva)
4Cosa viene dopo
  • 93 progetti offshore per 74 GW in pipeline (Il Nautilus)
  • Partnership Plenitude-Simply Blue: quasi 3 GW previsti entro il 2031 (Il Nautilus)
  • Rischio stallo burocratico in attesa della revisione del decreto FER 2 (Il Nautilus)
I numeri chiave dell’eolico italiano a fine novembre 2025
Indicatore Valore Fonte
Potenza installata 2025 13.518 MW Carica Positiva
Principali parchi Camporeale 204 MW Green.it
Quote Sud 91% in 6 regioni Green.it
Produzione annua 2025 21,4 TWh Canale Energia
Impianti totali 6.169 unità Carica Positiva
Impianti offshore operativi 1 (Beleolico, 30 MW) You Foggia
Progetti offshore in pipeline 93 per 74 GW Il Nautilus
Target PNIEC 2030 131 GW rinnovabili Canale Energia

Qual è la situazione attuale dell’eolico in Italia?

A fine novembre 2025, l’Italia può contare su 13.518 MW di potenza eolica installata, distribuiti in 6.169 impianti distribuiti su tutto il territorio nazionale. Il dato emerge dal monitoraggio mensile di Carica Positiva sulle energie rinnovabili nel Paese, che colloca l’eolico al terzo posto dopo idroelettrico e fotovoltaico nel mix delle fonti pulite.

Il 2025 ha segnato tuttavia una battuta d’arresto. La produzione eolica si è attestata a 21,4 TWh, con una variazione di -3,3% rispetto al 2024 — il primo calo dopo quattro anni di crescita consecutivi, come riportato da Canale Energia. Le nuove attivazioni hanno registrato un calo di circa 25 MW (-4,7%) rispetto all’anno precedente, mentre l’Italia ha installato complessivamente 6,2 GW di nuova potenza rinnovabile con una contrazione dell’8,2% rispetto al 2024.

Potenza installata

La potenza eolica installata è cresciuta di circa 2 GW rispetto ai 11 GW del 2020, ma il ritmo di espansione rimane insufficiente rispetto agli obiettivi nazionali. Il Paese dovrà installare circa 47,5 GW nei prossimi cinque anni per raggiungere il target di 131 GW fissato dal PNIEC al 2030 — un incremento del 57% rispetto agli attuali 83,5 GW di rinnovabili totali.

Crescita recente

Da gennaio a novembre 2025 sono entrati in operatività 497 MW di nuove centrali eoliche, con nuove attivazioni per 506 MW. Due impianti sono attualmente in costruzione: quello di San Severo in provincia di Foggia e quello di Castelvetere in provincia di Avellino, che insieme aggiungeranno 67 MW alla capacità nazionale.

Il contesto

L’Italia ha aggiunto circa 7,5 GW di nuova potenza rinnovabile nell’intero 2024, contro i 6,2 GW del 2025. La flessione riguarda l’intero comparto, ma l’eolico paga un ritardo strutturale legato alle difficoltà autorizzative.

Qual è la regione con più pale eoliche in Italia?

Il panorama eolico italiano è profondamente asimmetrico. Sei regioni del Centro-Sud — Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna — detengono collettivamente più del 90% della potenza installata nel Paese. La Puglia guida la classifica con il maggior numero di impianti e la maggiore concentrazione di capacity, seguita a ruota da Sicilia e Campania.

Parchi principali al Sud

Tra i parchi più rilevanti per dimensione spicca Camporeale in provincia di Palermo, con una capacità dichiarata di 204 MW, e Agrigento con 105 MW. Questi impianti rappresentano le installazioni di riferimento per la produzione eolica siciliana, dove le condizioni anemometriche del Canale di Sicilia garantiscono coefficienti di capacità tra i più alti d’Italia.

Distribuzione regionale

La tabella seguente illustra la concentrazione della capacità eolica nelle regioni meridionali:

  • Puglia: regione leader assoluta, con 26 progetti eolici offshore in fase di sviluppo
  • Sicilia: seconda per numero di impianti onshore, 25 progetti offshore in pipeline
  • Sardegna: 24 progetti eolici offshore in fase di sviluppo, al largo di Olbia
  • Basilicata, Calabria, Campania: completano il quadrante del Sud con quote significative
In sintesi: La geografia dell’eolico italiano coincide quasi interamente con il Meridione. Senza un riposizionamento strategico verso il Centro-Nord e soprattutto verso l’offshore, il Paese non riuscirà a colmare il divario tra capacità installata e obiettivi PNIEC.

Perché l’energia eolica in Italia è poco sfruttata?

Nonostante un potenziale anemometrico significativo, soprattutto nelle aree meridionali e insulariche, l’eolico in Italia resta sottosviluppato rispetto ad altri Paesi europei. Le ragioni sono riconducibili a tre ordini di fattori: rallentamenti burocratici, opposizione locale e incertezze normative.

Ostacoli NIMBY

Il fenomeno NIMBY (Not In My Backyard) colpisce in particolare le zone collinari e montane del Centro-Nord Italia, dove le comunità locali oppongono resistenza a nuove installazioni per ragioni paesaggistiche e ambientali. A differenza del Sud, dove l’impatto economico degli impianti eolici sulle economie locali ha favorito una maggiore accettazione, nelle regioni settentrionali i tempi di realizzazione si allungano per via di ricorsi e opposizioni.

Questioni ambientali

Alcuni studi segnalano l’impatto potenziale degli impianti eolici sulla fauna locale, in particolare su alcune specie di uccelli migratori. Il tema è oggetto di dibattito tecnico-scientifico, ma viene utilizzato come argomento nelle opposizioni locali. L’Autorità per l’energia e le associazioni ambientaliste hanno avviato protocolli di monitoraggio per conciliare sviluppo e protezione della biodiversità.

Il rischio

Secondo Il Nautilus, l’eolico offshore italiano rischia di restare inespresso a causa delle lentezze burocratiche che ostacolano lo sviluppo del settore. L’intero comparto è bloccato in attesa di una revisione del decreto FER 2, mentre i 93 progetti per 74 GW in pipeline restano fermi nelle more autorizzative.

Quanto produce l’eolico in Italia?

Nel 2025 la produzione eolica italiana ha raggiunto 21,4 TWh, coprendo circa il 2% del fabbisogno elettrico nazionale in un anno in cui la domanda complessiva si è attestata attorno ai 128 TWh. Le rinnovabili nel loro insieme hanno coperto il 41,1% della domanda elettrica nazionale — un lieve arretramento rispetto al 42% del 2024.

Dati produzione

Il coefficiente di capacità medio degli impianti eolici italiani si attesta intorno al 20-25%, in linea con le medie europee per installazioni onshore. La produzione è concentrata nei mesi invernali e primaverili, quando i venti meridionali sono più intensi sulle regioni del Centro-Sud. Durante l’estate, quando i consumi elettrici crescono per raffreddamento, la produzione eolica tende invece a calare.

Utilizzi

L’energia eolica italiana viene immessa nella rete di Terna e destinata sia al mercato regolato sia alle contrattazioni sul mercato libero. Diverse aziende hanno sottoscritti contratti PPA (Power Purchase Agreement) con produttori eolici per approvvigionarsi di energia verde a prezzo fisso nel medio-lungo termine.

Quante pale eoliche ci sono in Italia?

In Italia sono presenti 6.169 impianti eolici, per un totale di circa 13.518 MW a fine novembre 2025. Il dato include sia le grandi turbine onshore da decine di MW sia gli impianti di taglia inferiore. L’unico parco eolico offshore operativo nel Paese è Beleolico, situato nel golfo di Taranto e inaugurato nel 2022 con una capacità di 30 MW — appena 10 pale.

Numero totale e prospettive

Rispetto ai circa 347 impianti eolici operativi censiti da alcune fonti, il numero più alto di 6.169 unità include probabilmente anche micro-impianti e installazioni residenziali o commerciali di taglia ridotta. La differenza tra i due conteggi suggerisce che la maggioranza degli impianti italiani sia di piccola/media taglia, con una concentrazione nei grandi parchi del Sud.

Cosa guardare

Nel 2025 sono stati annunciati 18 progetti eolici offshore per una capacità di oltre 16 GW, altri 31 progetti sono in fase di autorizzazione per oltre 28 GW, mentre 39 progetti sono in attesa di autorizzazione per ulteriori 29 GW. Nel complesso, i progetti offshore rappresentano il 79,6% degli impianti eolici in fase di realizzazione in Italia.

Prospettive offshore: il futuro dell’eolico italiano

L’offshore rappresenta la frontiera più promettente per l’eolico italiano. A fine 2022 l’Italia poteva contare solo sull’impianto Beleolico di Taranto con 30 MW. Oggi, nonostante i ritardi burocratici, la pipeline di progetti è impressionante: 93 progetti presentati per una potenza complessiva di 74 GW nelle acque di 10 regioni.

La partnership tra Plenitude (Eni) e Simply Blue Group ha annunciato a fine gennaio 2023 un accordo per lo sviluppo di progetti eolici offshore galleggianti in Puglia e Calabria. Un secondo accordo, sottoscritto nel marzo 2023, riguarda tre parchi eolici offshore con fondazioni galleggianti al largo di Olbia, in Sardegna.

Punti di forza

  • Pipeline di 93 progetti offshore per 74 GW
  • Partnership Plenitude-Simply Blue: quasi 3 GW previsti entro il 2031
  • Progetto di Otranto: 1,3 GW, 3,8 TWh/anno
  • Progetto di Crotone: 1,1 GW, 3,5 TWh/anno
  • Decreto Energia estende possibilità per piattaforme galleggianti

Criticità

  • Un solo impianto offshore operativo (Beleolico, 30 MW)
  • Stallo burocratico in attesa del decreto FER 2
  • Rischio di non concretizzare il potenziale entro il 2030
  • Nessun impianto offshore al Centro-Nord

Vantaggi e svantaggi dell’energia eolica in Italia

L’energia eolica offre un profilo di costi generativi ormai competitivo con le fonti tradizionali, ma presenta sfide specifiche legate al contesto italiano.

  • Vantaggi: costo marginale zero dopo l’investimento iniziale, riduzione delle emissioni CO₂, indotto economico locale nelle regioni del Sud, diversificazione delle fonti energetiche, tecnologia matura e affidabile
  • Svantaggi: variabilità della produzione legata alle condizioni anemometriche, impatto visivo e paesaggistico, opposizione locale (NIMBY), difficoltà autorizzative, concentrazione geografica nel Meridione
In sintesi: Per le regioni del Sud, l’eolico rappresenta un’opportunità di crescita economica e occupazionale. Per il Centro-Nord, serve un cambio di passo nelle autorizzazioni e nell’accettazione sociale. Per il Paese nel complesso, l’offshore è la chiave per raddoppiare la capacità senza scontrarsi con i limiti del consenso territoriale.

Timeline: l’evoluzione dell’eolico italiano dal 2020 al 2026

Periodo Eventi principali Fonte
2020 11 GW installati in Italia Carica Positiva
2022 Inaugurazione Beleolico, Taranto (30 MW) — primo offshore You Foggia
Gennaio 2023 Accordo Plenitude-Simply Blue per offshore galleggianti in Puglia e Calabria Eni Plenitude
Marzo 2023 Accordo per 3 parchi offshore al largo di Olbia, Sardegna Eni Plenitude
2024 13 GW installati, 21,4 TWh produzione Canale Energia
2025 13,518 MW, -3,3% produzione, 93 progetti offshore in pipeline Carica Positiva
Entro 2031 Partnership Plenitude-Simply Blue: quasi 3 GW operativi Eni Plenitude
2030 Target PNIEC: 131 GW rinnovabili totali Canale Energia

The implication: senza un’accelerazione concreta, il 2030 resterà un traguardo lontano per l’eolico italiano.

Parole dagli operatori

L’Italia dovrà aumentare la propria capacità rinnovabile del 57% per passare dagli attuali 83,5 GW ai 131 GW richiesti dal PNIEC al 2030. L’installazione di circa 47,5 GW nei prossimi cinque anni è un obiettivo ambizioso che richiederà una semplificazione radicale delle procedure autorizzative.

— Canale Energia (Analisi settoriale sulle rinnovabili 2025)

L’intero portafoglio eolico offshore italiano della partnership raggiungerà una potenza di quasi 3 GW con una produzione annua di circa 7 TWh, sufficiente a soddisfare i consumi elettrici di quasi 2,5 milioni di famiglie.

— Eni Plenitude (Comunicato sui progetti offshore)

L’eolico offshore italiano rischia di restare inespresso a causa delle lentezze burocratiche che ostacolano lo sviluppo del settore.

— Il Nautilus (Reportage infrastrutturale)

Per il sistema elettrico italiano, la sfida è chiara: colmare un divario di quasi 50 GW in cinque anni mentre la produzione eolica attuale copre appena il 2% del fabbisogno nazionale. Il Sud garantisce oggi il 91% della capacità installata, ma è l’offshore la chiave per sbloccare la crescita. Senza una revisione seria del quadro normativo e senza superare le impasse burocratiche sul FER 2, i 93 progetti per 74 GW resteranno sulla carta — e con loro la possibilità di centrare gli obiettivi climatici del 2030.

Letture correlate: Energia Rinnovabile Italia · Fotovoltaico Italia

Con il 91% della capacità eolica concentrata in sei regioni meridionali, emerge dall’analisi sulla potenza al Sud un quadro simile per produzione e installati nel 2025.

Domande frequenti

Quali sono i vantaggi dell’energia eolica in Italia?

I principali vantaggi includono un costo marginale zero dopo l’investimento iniziale, la riduzione delle emissioni di CO₂, la creazione di indotto economico nelle regioni del Sud dove si concentrano gli impianti, la diversificazione del mix energetico nazionale e l’utilizzo di una tecnologia ormai matura e affidabile. L’Italia ha un potenziale anemometrico significativo, soprattutto nelle aree meridionali e insulariche.

Quali sono gli svantaggi delle pale eoliche?

Gli svantaggi principali riguardano la variabilità della produzione legata alle condizioni del vento, l’impatto visivo e paesaggistico degli impianti, l’opposizione locale nelle zone del Centro-Nord Italia (fenomeno NIMBY), le difficoltà nelle procedure autorizzative e la concentrazione geografica nel Meridione, che lascia il Nord con una quota marginale della capacità nazionale.

Ci sono parchi eolici nel Nord Italia?

Sì, esistono alcuni impianti eolici nel Nord Italia, in particolare in zone collinari di Veneto, Friuli e Lombardia, ma rappresentano una quota minimale rispetto al 91% concentrato nelle sei regioni del Sud. Le condizioni anemometriche del Settentrione sono meno favorevoli rispetto al Meridione, e l’opposizione locale è più forte.

Qual è l’eolico in Veneto?

In Veneto sono presenti alcuni impianti eolici di taglia medio-piccola, concentrati principalmente nelle zone collinari pedemontane. Tuttavia, rispetto ad altre fonti rinnovabili come il fotovoltaico, l’eolico in Veneto ha uno sviluppo limitato sia per ragioni climatiche (venti meno intensi) sia per l’opposizione di comunità locali e associazioni ambientaliste.

Come si sta evolvendo l’eolico offshore in Italia?

L’eolico offshore italiano è ancora in una fase embrionale: l’unico impianto operativo è Beleolico a Taranto (30 MW). Tuttavia, la pipeline è impressionante — 93 progetti per 74 GW in fase di sviluppo o autorizzazione, distribuiti nelle acque di 10 regioni. La partnership tra Plenitude e Simply Blue Group prevede quasi 3 GW entro il 2031. Il principale ostacolo resta lo stallo burocratico in attesa della revisione del decreto FER 2.

Dove trovare l’Atlante eolico italiano?

L’Atlante eolico italiano è disponibile attraverso i dati di Terna e alcune piattaforme specializzate nel settore energetico. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) pubblica dati aggiornati sulla produzione e sulla capacity installata, mentre fonti come QualEnergia, Carica Positiva e Il Nautilus offrono analisi dettagliate sulla distribuzione geografica degli impianti.

Qual è il ruolo dell’eolico nel mix energetico italiano?

L’eolico copre circa il 2% del fabbisogno elettrico nazionale, con una produzione di 21,4 TWh nel 2025. Nel contesto più ampio delle rinnovabili, l’eolico è la terza fonte dopo idroelettrico e fotovoltaico. L’obiettivo PNIEC al 2030 prevede 131 GW di rinnovabili totali, rispetto agli attuali 83,5 GW, rendendo necessaria un’accelerazione significativa sia nell’onshore sia nell’offshore.